L'Angolo del Duca: Kettlebells, questi sconosciuti... o forse no?

Posted by andycop in Training
In questo periodo dell’anno in cui tutti i motori sono ai box e si attende, con grande impazienza, l’uscita dei primi calendari indoor, vorrei dedicare un breve spazio ad un attrezzo di allenamento che negli ultimi tempi sta abbastanza diffondendosi e di cui si parla sempre piu’ spesso. Si tratta di una sorta di peso, in pratica una palla con attaccata una maniglia, io quando l’ho vista per la prima volta, l’ho chiamata “ la teiera” perché mi ricordava quelle vecchie teiere che si usavano ai tempi delle nostre nonne o bisnonne. In realtà pare sia uno strumento di sviluppo della forza tanto efficace quanto antico, con tutta una serie di vantaggi tra cui quello che maggiormente mi ha colpito è che permette di allenare, con un solo attrezzo o al massimo due, tutte le parti del corpo, a carichi non esagerati e, quindi, con gli evidenti vantaggi per la schiena che tale aspetto comporta, potendo sostituire esercizi particolarmente traumatici quale ad esempio lo squat. In Italia i kettlebells stanno avendo una larga diffusione nelle palestre per gli allenamenti dei bodybuilders, ma ho avuto modo di appurare che era un sistema di allenamento molto usato dai preparatori tecnici dei velocisti dell’Europa dell’est negli anni 70/80. Ovviamente so cosa penserete dopo questa mia ultima affermazione, ma vi consiglio comunque di dare un’occhiata, per chi non li conoscesse, a quelle che sono le principali funzioni che possono essere sviluppate attraverso questi attrezzi e che sono riportate sotto, da uno stralcio di un sito dedicato che si chiama www.kettlebell.it e che ovviamente scrive considerazioni molto soggettive in merito.
1 commento | Leggi tutto | Nov 25, 2009

Ancora sui 100 mt.

Posted by linfordbif in Training

Dagli amici di Hnna Team:

Settimana scorsa vi abbiamo proposto un articolo, all'interno della rubrica "Angolo Tennico", nel quale si discuteva attorno al futuro dei 100m con conseguente sondaggio. In particolare vi abbiamo riportato uno studio scientifico condotto da alcuni fisici dell'università di Oslo e uno "un po' meno scientifico" e alquanto surreale di Paul De Vita, Università dell'East Carolina. Visto il sorriso che ci ha strappato quello surreale secondo il quale nel 2010 l'uomo arriverà a correre i 100m in 0 secondi, ho voluto confutare le conclusioni de De Vita riproponendo lo stesso grafico che, come potrete constatare voi stessi, differisce notevolmente da quello pubblicato settimana scorsa.  
 
Come potrete intuire facilmente dal grafico, difficilmente l'uomo arriverà a correre in 0 secondi, per lo meno con le proprie forze e senza utilizzare il "teletrasporto", ma anzi probabilmente riuscirà a limare ancora dei centesimi per poi tendere asintoticamente ad un valore che in questo contesto non mi permetto di fissare, ma presumibilmente intorno ai 9"50. I dati sono stati presi dal sito www.en.wikipedia.org/wiki/World_Record_progression_100_m_men, dove potete trovare un grafico simile a quello che vi staimo proponendo.

I record del mondo utilizzati per costruire il grafico comprendono anche quelli manuali partendo dal 10"6 di Don Lippincott (USA)fino all'attuale record del mondo di Usain Bolt. Ovvio che uno studio più approfondito avrebbe dovuto tener conto di altri fattori quali il manto della pista, la possibilità di usare scarpe chiodate, le metodologie di allenamento e le attrezzature disponibili, fottori demografici ed economici... Tutti elementi che sicuramente hanno inciso in maniera differente negli anni. Inoltre, come ci è stato suggerito da Arnaldo che ha commentato per primo lo scorso articolo, condsiderare solo un piccolo periodo  per trarne conclusioni per il futuro può essere fuorviante! Ed è proprio quello che abbiamo cercato di sfatare proponendovi questo nuovo grafico!

Ringrazio il Dott. Lorenzo Ducci per il consulto! 

Davide Vasco

Commenti? | Nov 28, 2008

Velocità italiana: una crisi che parte da lontano

Posted by andycop in Training

Ha senso oggi parlare di “Scuola Italiana della Velocità”? Ho già scritto un articolo qualche giorno fa. Ritorno sul tema, forse per pedanteria, forse per voglia di attacar briga, forse perché mi piacciono le statistiche. Sulla “Scuola” (che da adesso in poi chiamerò così per semplicità) bisognerebbe chiedersi quanto su di essa pesa il campione statistico. Mi spiego con un esempio: un tempo avevamo 1000 allievi velocisti, da quali si riuscivamo ad avere , che so, 30 atleti da meno di 11” sui 100. Poi magari di quei 30, 10 andavano sotto i 10”60, e 3 sotto i 10”40. Oggi abbiamo sicuramente meno allievi velocisti (penso un 20/30% in meno rispetto agli anni ‘80/’90). Questo è un dubbio metodologico di non poco conto… magari bisognerebbe studiare l’incidenza degli atleti-top sul totale degli atleti tesserati  in maniera diacronica, così da capire se diminuendo la base statistica (come è avvenuto in questi anni), l’incidenza degli atleti-top sia rimasta invariata, sia cresciuta o sia diminuita. È da questo dato che probabilmente riusciremmo a capire se i metodi di allenamento siano migliorati o peggiorati. Chissà, un giorno guarderemo pure questo. Sta di fatto che, scattando una fotografia istantanea della situazione della velocità italiana, sembra di essere all’anno zero. Soprattutto dopo Pechino. Quindi vediamo di osservare la situazione italiana del 2008, rapportata a quella di altre Nazioni Europee (giamaicani e americani lasciamoli stare, va). Ho preso le nazioni che per popolazione si avvicinano più alla nostra (Inghilterra 49 milioni, Francia 64 milioni, Spagna 46 milioni, Polonia 38 milioni). Peccato non essere riusciti a recuperare le liste Tedesche… Ho preso in considerazione solo le liste maschili delle categorie junior e promesse appunto del 2008, di 100, 200 e 400. E i risultati sono stati peggiori di quanto pensassi per la nostra velocità… Premetto che i dati inglesi li ho presi da una sito non-istituzionale che probabilmente non è aggiornato. Quindi le stime sono per enorme difetto. I risultati polacchi si fermano al 30° o al 40° posto, quindi non si capisce in profondità la forza del movimento. Fatte queste premesse, possiamo affermare quanto segue:

  1.  100 junior: Francia e GBR in fuga. Il decimo delle liste dei due paesi sono molto vicini: 10”67 a 10”69. L’Italia è terza con 10”82 (ben 15 centesimi tra il 10° italiano e il 10° francese). Staccate Spagna e Polonia. Sembra una buona premessa, ma in realtà poi iniziano i guai. Come dire, in Italia tra gli junior ci sono mediocri punte nei 100, ma che non hanno ricambi. Infatti se prendiamo il 30° della lista, l’Italia viene superata nettamente dalla Polonia (in pratica mente in Italia il divario tra il 10° e il 30° è di 28 centesimi, in Polonia è di soli 16 centesimi). Nello stesso intervallo la Francia vanta 20 centesimi di differenza, 30 per la GBR (ma il dato è molto opinabile, data la fonte), 23 la Spagna. Chiaro come l’”imbuto” italiano indichi un calo vistoso tra gli atleti di quella che dovrebbe essere la “base” performante (massimo una trentina). 
  2. 100 promesse: Italia a Picco. Se poi passiamo alla categoria Promesse ci rendiamo conto che l’Italia velocistica, riesca a fare peggio addirittura della Spagna, che non ha alcuna tradizione nella velocità. Sui primi 50° delle liste del 2008, infatti il BelPaese è ultimo dei 5, staccato di 9 centesimi dalla GBR (ripeto, probabilmente sarebbe di più il divario). È’ l’unico paese il cui 30° delle liste è sopra gli 11” (11”01). Si riesce ad essere 4i solo tra i primi 10 (10”70), contro i 10”81 della Spagna. Ma che poi vanta, come per gli junior, scarti lievissimi e un andamento rettilineo della curva di peggioramento (17 centesimi tra il 10° e il 30°, contro i 10 della Francia (!!), i 35 della Polonia, i 32 della GBR e i 31 dell’Italia). Il maggior divario è probabilmente dato dal minor numero di tesserati presenti tra junior e promesse. Significativo il dato tra il 10° e il 50°: la Francia solo 23 cent, Spagna 28 cent, Italia 52 cent. GBR, col solito problema di dati, 57. 
  3. 200 junior: il naufragio. I primi 10 junior italiani sono anche i questi casi i peggiori. Sono gli unici a vantare il decimo oltre i 22”. La Francia vanta i primi 10 sotto i 21”54; l’Inghilterra a 21”58. La Polonia inizia invece qui un lento ma incredibile progresso che proseguirà per i 400. Il divario tra il 10° e il 50° si muove tra i 40 e i 50 centesimi per tutte le nazioni. Chiaro che partendo da dati nettamente superiori, si rischiano brutte figure. Il 50° inglese e il 50° francese arrivano prima del 20° italiano (22”29 e 22”33 a 22”37). Quasi speculare il trend tra Italia e Spagna.
  4. 200 promesse: dove volano le aquile. Il 10° inglese corre in 21”36… il 10° francese in 21”44. Che dite? Qualcuno di questi sfonderà? Solo 21”72 per il 10° italiano, quasi alla pari dello Spagnolo (21”74) e inferiore al Polacco (21”65). Sorprende che la 50° promessa francese possa correre in meno di 22” (21”99), 61 centesimi in meno del 50 italiano, che di fatto viene battuto dal 50° spagnolo (22”52), passando di fatto in ultima posizione (il trend della Polonia suggerisce qualcosa tra i 22”30 e i 22”40).
  5. 400 junior: GBR terra di 400isti. Certi risultati sono quasi sconcertanti. Il 10 inglese junior vanta 48”04. Sapete l’italiano? 49”22!! 1”18 di differenziale è un abisso. Il 50° inglese 49”54, risultato che viene raggiunto dal 14/15° italiano. La vera sorpresa però è la Polonia, i cui interpreti assoluti che vanno per la maggiore evidentemente non sono frutto di un caso fortuito, ma di una cultura sportiva vincente. Il 10° polacco vanta 48”38, nettamente meglio del 10° francese (48”85). Il 30° polacco si fissa a 49”45 (poi non ci sono altri dati). Avere una base statistica così vasta, non può non essere frutto delle naturali caratteristiche fisiche, ma di un “metodo”, che poi vedremo tra le promesse, avrà la sua consacrazione. Per inciso: al 50° posto l’italiano è nettamente il peggiore. 51”35 contro il 51”16 dello spagnolo (che pur vantando campioni statistici migliori degli italiani sul grande numero, non sviluppa risultati di “punta”.
  6. 400 promesse: perché l’Italia non avrà mai più una 4x400 decente. Rimango sbalordito. I primi 10 inglesi ottengono 47”39 (ma in Italia il 10° assoluto ha fatto di meno??). 47”48 per il 10° francese. Italia e Spagna fanalini con tempi superiori ai 48”50. La Polonia si conferma una patria di 400isti: 48”14 (anche se staccatissima dalle altre due nazioni). Al 40°, l’Italia è la nazione che sta peggio…

Ora, traete le vostre conclusioni… Se esiste una scuola italiana della velocità, mi chiedo come una nazione che vanta 14/15 milioni di abitanti in meno (la Spagna), senza alcuna tradizione nella velocità, possa avere risultati simili ai nostri. Chi sa, parli.
1 commento | Sep 22, 2008

Fatta la “Norma” trovato l’inganno"

Posted by linfordbif in Training

Il nostro sito Amico www.easyspeed2000.it ha pubblicato un interessante esame di Carlo Vittori riguardo le partenze false e le nuove apparecchiature elettroniche che vegliano su di esse. Gentilmente ci autorizzano a pubblicare l´articolo:

Fatta la "Norma" trovato l’inganno"A che punto si può arrivare"

Da un accurato e scrupoloso esame di filmati, girati con apparecchiatura elettronica "Dart Fish" a rallentatore, relativi a "partenze" si sprinter 100metristi, sia in una importante competizione italiana, sia alle Olimpiadi Cinesi, si è potuto chiaramente rilevare come sia possibile e con grande semplicità, effettuare partenze "false", senza essere sanzionati.

Moltissimi hanno obiettato e seguitato ad obiettare perché convinti che sia impossibile ingannare i rilevamenti di apparecchiature elettroniche, quali quelle che vengono attualmente usate, a meno che la stessa apparecchiatura, che deve trasformare la pressione del blocco posteriore in uno stimolo acustico sulla cuffia dello starter, non sia guasta. I sensori sono, infatti, applicati al blocco posteriore, giacchè e il piede che vi poggia ad esercitare il primo breve e potente impulso che mette in moto i sistemi di propulsione.

E’ sufficiente l’escamotage-imbroglio da mettere in pratica con addestrata furbizia di non premere con il piede posteriore sul blocco, nel mentre l’atleta, dopo aver sollevato il bacino, inizia uno sbilanciamento verso avanti. In qualsiasi momento, di tale sbilanciamento, arrivi il colpo di pistola, coglie l’atleta il movimento, da provocare un netto e forte vantaggio di oltre un metro.

E’ in quel momento dello "scatto" che il piede posteriore esercita la sua pressione breve e potente che supera di pochi centesimi (3/4/5, forse) i 100 del limite (al disotto del quale la partenza è falsa) e che non sollecita l’auricolare dello starter, obligato a dare buono l’avvio.

Si può obiettare, come del resto è accaduto, che dovrebbe essere il controstarter ad accorgersi di quel movimento in avanti, nel momento in cui traguarda le spalle dei concorrenti, decretandone l’allineamento. Se non fosse l’atleta a provvedere, durante la salita del bacino al "pronti", ad arretrare le spalle, invece di farle avanzare, per guadagnare quello spazio sufficiente che percorrerà con lo sbilanciamento, per trovarsi, in linea con gli altri, quando giunge propizio il salvifico colpo di pistola.

E’ con grande amarezza e sconcerto che abbiamo testimoniato questa frode ma con l’augurio che questa sia la sola, o l’ultima.

 

CARLO VITTORI

5 commenti | Sep 10, 2008

Il fallimento della scuola italiana della velocità

Posted by andycop in Training
Mi lancio in quello che è un articolo molto pericoloso, anche perchè molti seguono pedissequamente quella che viene chiamata "La Scuola Italiana della Velocità". Ma hanno lasciato un attimo spiazzato le ultime critiche di Vittori, quanto meno perchè stiamo parlando della persona che più di chiunque altro ha cambiato il modo di fare atletica in Italia  negli ultimi  30 anni. Partire da un'autocritica spesso è meglio che criticare, soprattutto perchè adesso mi accingo a fornire i dati dei risultati di ciò che ha prodotto la scuola italiana della velocità nel dopo-Mennea. Posto che Vittori possa con tutti gli onori essere messo a capostipite di tale "filosofia", naturalmente, a meno che qualcun'altro voglia e possa vantare crediti con i successi della velocità degli ultimi 20 anni, queste le mie elocubrazioni.
Ho così preso in considerazione le tre grandi manifestazioni (Olimpiadi, Mondiali ed Europei) nel dopo-Mennea, iniziando dagli Europei di Stoccarda 1986 sino alle Olimpiadi di Pechino 2008. Ho semplicmente guardato tutti i risultati dei velocisti italiani (maschili e femminili), tanto per giungere ad una valutazione qualitativa e quantitativa delle loro partecipazioni in quello che è poi il risultato della filosofia. Parto infatti da questo presupposto (chiaramente non necessariamente condivisibile da chiunque) che una scuola (di qualsiasi tipo) in un campo competitivo, è tanto più efficace tanto più successo essa ha. Ora, che successi ha avuto la scuola italiana nel dopo-Mennea?
Quesito inquietante. Ho preso in considerazione le 3 sole grandi manifestazioni all'aperto a livello atletico (escluso per il momento mondiali ed europei indoor, ma non è detto che implementi i dati). Non voglio dare un giudizio senza prima esporvi i dati, che sono questi.
- 6 Campionati Europei (Stoccarda, Spalato, Helsinki, Budapest, Monaco, Goteborg);
- 10 Campionati Mondiali (Roma, Tokyo, Stoccarda, Goteborg, Atene, Siviglia, Edmonton, Parigi, Helsinki, Osaka)
- 6 Giochi Olimpici (Seul, Barcellona, Atlanta, Sydney, Atene, Pechino).
GLI ASSENTI: In questi 22 contesti totali, l'Italia ha presentato 89 atleti (23 donne e 66 uomini). Fornisco subito un dato non trascurabile se si vuole inquadrare il peso della scuola italiana della velocità: in 32 circostanze nessun atleta italiano si è presentato ai blocchi di partenza (o tra gli uomini o tra le donne, o sui 100 o sui 200). Se pensiamo che nelle 22 manifestazioni oggetto di esame, gli eventi sono stati 88 (100 e 200 per uomini e donne per le 22 manifestazioni), 34 "assenze" rappresentano il 38,63%. Cioè in più di una circostanza su 3 un atleta italiano non si è presentato ai blocchi sui 100 o sui 200. La differenza è chiaramente dovuta alle donne (25 assenze contro le 9 degli uomini). E comunque il dato è sicuramente non trascurabile se vogliamo fare qualsiasi discussione sul peso della scuola italiana della velocità. Ma concentriamoci sui "reduci".
I FINALISTI: Dal 1986 ad oggi, nelle 22 manifestazioni tenutesi, l'Italia ha avuto 8 finalisti tra 100 e 200: 2 Pavoni (100-200 WC - Roma '87); 2 Tilli (200 EC Split 90 - 100 EC Budapest 98), 2 Levorato (100-200 EC Monaco 02); 1 Torrieri (200 EC Monaco 02); 1 Floris (200 EC Spalato 90). 6 sui 200 e 2 sui 100. Di queste 8 finali, 2 bronzi (Levorato su 100-200 nel 02), un 4° (Tilli), un 6° (Torrieri 02); due 7° (Pavoni 87); un 8° (Floris 94). Tolti gli Europei, le finali di un italiano tra mondiali e Olimpiadi si riducono a 2: quelle di Pavoni a Roma '87, cioè 21 anni fa... Statisticamente il totale di finalisti sul numero di atleti presentati è stata dell'8,88%. Se prendiamo in considerazione solo Olimpiadi e Mondiali, tale presenza nelle finali scende a 3,92% (grazie al già citato Pavoni dell'87). 
I SEMIFINALISTI: ma magari si sono fermati tutti prima! Macchè. La percentuale totale di atleti  italiani arenatisi prima dell'atto conclusivo sale al 21,11% (Quindi 29,99% di atleti arrivano in semifinale). Il dato però include gli Europei (quindi senza USA, Giamaica, Isolette Caraibiche e africani...). Fuori dall'Europa, i semifinalisti italiani scendono a 8 totali (15,68%): Cavallaro (200-PAR03); Torrieri (200-EDM01); Madonia (100-TOK91); Tilli (200-SEU88); Tilli (200-ROM87); Levorato (100-EDM01); Levorato (200-EDM01); Levorato (200-SIV99). Di fatto 8 semifinali, ma soli 5 atleti (Levorato 3 e Tilli 2). Quindi, dal dopo Pavoni il miglior risultato sui 100 maschili è stata la semifinale di Ezio Madonia nel 1991 (17 anni fa) a Tokyo. Nei 200 i più recenti Cavallaro e Torrieri (2003 e 2001); Tra le donne, se togliessimo la Levorato, bisognerebbe tornare alla Masullo per trovare qualcosa che non sia una preventiva uscita ai Quarti tra le donne tra Olimpiadi e Mondiali. Agli Europei del 2002 ci fu comunque una ottima Graglia che si arenò in semifinale ma con un ottimo 23"20. 
GLI ALTRI: Il 43,33  si è fermato invece ai quarti, mentre il 26,66 in batteria. Desolante constatazione: il 70% del totale degli atleti schierati (più di 2 su 3) è uscita dopo il secondo turno. Percentuale che sale al 80,3 % se consideriamo solo Olimpiadi e Mondiali (rispettivamente 52,94% ai quarti e 27,45% in batteria, quasi ad evidenziare una certa "scelta" qualitativa rispetto agli Europei...). Ci tengo a sottolineare come tale percentuale sia in realtà uno specchio della realtà ancora troppo "roseo", avendo avuto occhio la Federazione a non schierare per 34 volte su 88 nessun atleta su 100 o su 200. 
CONCLUSIONI: Sul mondo femminile è quindi il caso di stendere un velo pietoso. Tolta Manuela Levorato, i numeri diventano "sanmarinesi". Se non dovessimo toglierla, invece, potremmo benissimo dire che più che il frutto di una "scuola" Manuela Levorato è il frutto di una combinazione statistica: è naturale che ogni 10/15 anni esca un fenomeno su una popolazione sportiva abbastanza ampia. Il problema è che all'orizzonte non si vede altro. Tra gli uomini il discorso è più complesso: sui 100 è calato il buio pesto ormai da quasi 3 lustri. Tutti si arenano invariabilmente dopo un turno (e noi qui a discutere se ci può essere gente da meno di 10"...). In pochi riescono a correre nelle grandi manifestazioni vicini ai propri personali. Non a caso il miglior risultato di tutti è stato un 4° posto di Stefano Tilli a Spalato 1990, ma con un tempo di 10"20, cioè uno dei suoi migliori crono di sempre. In tutte le manifestazioni degli ultimi 22 anni, ecco tutte le prestazioni sotto i 10"30. Nessun risultato sotto i 10"20. Il nostro miglior velocista del momento, Simone Collio, nelle tre grandi manifestazioni cui ha partecipato, ha sempre peggiorato tra la batteria e i quarti. 
  1. 10"20 (F) TILLI - EU BUD98
  2. 10"22 (B) - COLLIO - WC OSA07
  3. 10"24 (B) PAVONI - WC ROM87
  4. 10"24 (QT) - MADONIA - WC TOK91
  5. 10"25 (B) - TILLI - WC ATE97
  6. 10"26 (QT) - TILLI - WC SIV99
  7. 10"27 (SF) - TILLI - EU BUD98
  8. 10"27 (QT) - TILLI - OL SYD00
  9. 10"27 (B) - COLLIO - OL ATE04
  10. 10"27 (B) - COLLIO - WC HEL05
  11. 10"27 (B) - LA MASTRA - WC OSA07
  12. 10"28 (QT) PAVONI - WC ROM87
  13. 10"29 (QT) - COLLIO - OL ATE04
Sui 200 maschili il panorama è più positivo. Diverse le motivazioni (meno concorrenza, più allenamento italiano su caratteristiche di SE...). Possiamo contare su diverse semifinali (una decina in totale, probabilmente la specialità della velocità meno in sofferenza, benchè negli ultimi 2 anni non si sia presentato il 200ista nè ai Mondiali di Osaka nè a Pechino...). Questi i risultati cronometrici migliori:
  1. 20"38 - TORRIERI (SF) - WC -EDM01
  2. 20"42 - CAVALLARO (B) - WC - PAR03
  3. 20"43 - TORRIERI (QT) - WC - EDM01
  4. 20"45 - PAVONI (F) - WC - ROM87
  5. 20"47 - CAVALLARO (QT) - WC - PAR03
  6. 20"55 - HOWE (B) - OL - ATE04
  7. 20"58 - CAVALLARO (B) - OL - SYD00
  8. 20"59 - TILLI (SF) - OL - SEU88
  9. 20"59 - CAVALLARO (SF) - WC - PAR03
  10. 20"61 - TORRIERI (B) - WC - EDM01
Cosa dire di più? Se esiste una scuola italiana della velocità, che batta un colpo. Perchè statisticamente non possono essere solo 4 atleti (Levorato, Tilli, Torrieri e Cavallaro) in 22 anni a sancire il successo di una scuola. E se di scuola si tratta, bè siamo in una nursery. E parafrasando un allenatore che su altri lidi diceva che molti allenatori stranieri venivano in Italia a vedere come alleniamo, bè, viene facile dire che probabilmente imparavano cosa non si sarebbe dovuto fare per andare veloci. E stiamo parlando di una filosofia che ancor'oggi pensa di essere tra le migliori nonostante quanto sopra scritto. 
Commenti? | Aug 30, 2008

Le diverse espressioni di forza in una gara di 100 mt, di Tiziana Bignami

Posted by linfordbif in Training

Girando per il Web mi sono imbattutto in questo interessante articolo di Tiziana Bignami. Essendomi piaciuto, le ho chiesto di poterlo pubblicare e lei ha gentilmente accettato. Mi ha poi detto che si tratta di un pezzo della sua tesi.

LE DIVERSE ESPRESSIONI DI FORZA IN UNA GARA DI 100 MT

La forza è il fattore o la causa che determina l'acquisizione ed il mantenimentodella velocità. Le espressioni di forza che influiscono maggiormente sulle capacità di accelerazione sono: la forza "massima dinamica" e quella "esplosiva-elastica", le altre che influenzano la velocità lanciata sono: la forza "esplosivo-elastica" e la forza "elastico-riflessa". Soltanto quest'ultima può essere espressa a valori elevatissimi (i più alti tra le diverse espressioni possibili)in tempi brevissimi (appena 8/9 centesimi di secondo) quali quelli di contatto del piede a terra, nella corsa lanciata. Si comprenderà, quindi, che debbono essere soprattutto allenate le due ultime espressioni di forza. Lo sviluppo di queste espressioni di forza va esteso a tutti i muscoli antigravitazionali degli arti inferiori con  un’attenzione particolare a quelli della gamba propriamente detta, dei piedi e dei glutei, perché insieme responsabili del sostegno alto del bacino, nella corsa lanciata. L’allenamento della forza costituisce un fondamento essenziale per l’elevazione della prestazione sportiva. Riguardo alla struttura del movimento e al rapporto forza-tempo, l’allenamento per la forza deve basarsi sulle esigenze specifiche della prestazione di gara.

 Per lo sviluppo di qualità complesse quali la forza esplosivo-elastica e la forza reattivo-elastiva sono necessarie esercitazioni con dosaggi particolari e stimoli specifici; quando si lavora per esaltare le qualità di forza dello sprinter bisogna ricordare quali sono le finalità che ci proponiamo, considerare la muscolatura più interessata nei diversi movimenti gara e la capacità di sviluppare certe tensioni da parte dell’atleta e quindi, dopo un lavoro ben organizzato di sviluppa generale, specializzare la sua preparazione per esaltarne le qualità peculiari. Non bisogna dimenticare che la forza esplosivo-elastica e la forza reattivo-elastiva dipendono notevolmente dal livello della forza massima, da ciò si può capire che un atleta in grado di sviluppare tensioni più elevate rispetto ad un altro, può vincere un’uguale resistenza con maggiore velocità e sostenere un’applicazione di forza per maggiore tempo a parità di resistenza opposta. Il  uattrocentista, infatti, utilizzando in modo più elastico e meno rigido il piede limita l’impegno dei settori muscolari delle cosce e della pelvi risultando molto economico, mentre lo sprinter puro risulta più dispendioso avendo un piede più rigido e rapido. Risulta quindi chiaro che la  grande difficoltà che lo sprinter e l’allenatore debbono superare è quella di trovare il giusto impegno per sviluppare quelle diverse percentuali di forza (esplosiva – esplosivo-elastica – elastico-riflessa) e la velocità massima che meglio deve essere mantenuta costante per tutta la distanza di gara.

La forza massima dinamica rappresenta la forza di base in quanto investe ed interessa la qualità fondamentale del muscolo: quella di contrarsi. La forza massima dinamica costituisce il denominatore comune a tutte le altre espressioni di forza, come è logico che sia, essendo questa l’unica cosa che il muscolo sa fare ed è chiamato a fare. Tutte le altre manifestazioni sono, con quella della forza massima, in una correlazione che va decrescendo a misura che diminuisce la sua incidenza percentuale sul totale della forza espressa. Così, ad esempio, sarà alta tra la forza massima dinamica e quella esplosiva, poiché e l’incidenza della capacità contrattile su tutta la forza esplosiva espressa. Questa incidenza, invece, è minima nella manifestazione di forza esplosiva-elastica-riflessa.<font face="Helvetica"></font>

FORZA ESPLOSIVA: APPOGGIO E PROPULSIONE DEI PIEDI SUI BLOCCHI

Per forza esplosiva s’intende quella forza che viene espressa con un’azione di contrazione il più potente possibile, come se fosse un esplosione, per conferire al carico da spostare la maggiore velocità possibile, partendo da una situazione di immobilità dei segmenti propulsivi. Nello sprinter questa qualità della forza si evidenzia, appunto, sulla prima spinta sul blocco di partenza dell’arto posto anteriormente. L’effetto di questa forza, quindi, si produce in un ciclo semplice di lavoro muscolare: quello di accorciamento della parte contrattile. L’accorciamento si determina nel muscolo in perfetto stato di quiete, appunto, un’estensione degli arti inferiori sul blocco di partenza, posti in posizioneimmobile di semi-piegamento, a carico dei muscoli estensori.

FORZA ESPLOSIVO-ELASTICA: IL CONTATTO DEL PIEDE AL SUOLO

Per forza esplosivo-elastica si intende quella forza di tipo reattivo che la muscolatura immagazzina ogni qualvolta subisce, prima di accorciarsi, uno stiramento (fase eccentrica). Questa espressione di forza si evidenzia nello sprinter specialmente nei primi appoggi. Il movimento che si evidenzia, in maniera più o meno marcata, si può considerare un molleggio, giacché consiste in un piegamento-estensione, più o meno rapido. In conseguenza del piegamento, gli elementi elastici in serie del muscolo, sottesi dall’energia cinetica e dalla forza di trazione che nel contempo la componente contrattile sviluppa, accumulano una certa quantità di energia che restituiscono immediatamente, nella successiva contrazione, ingrandendone gli effetti.

 La forza reattiva è quella espressione della forza che si produce in un doppio ciclo di lavoro muscolare: allungamento o stiramento che costituisce la fase “eccentrica” di aumento di tensione, ed accorciamento determinato nella fase  “concentrica” di contrazione vera e propria in cui si sfrutta la tensionemuscolare raggiunta nella fase precedente.Le due fasi possono succedersi in tempi più o meno lunghi, - L’ espressione esplosivo-elastica della forza, che consente, ad un soggetto che sta in piedi, di spiccare un salto più alto possibile con un potente semipiegamento-estensione degli arti inferiori.- L’espressione eccentrico riflessa della forza che si evidenzia quando un soggetto esegue un saltello a piedi pari uniti ed a gambe distese, con tanta rapidità da sembrare un rimbalzo, andando il più in alto possibile. Uno sprinter che corre alla massima velocità esprime in circa 9 centesimi di secondo la sua forza “reattivo-riflessa” nel contatto del piede a terra e con frequenze di oltre 5 passi al secondo. Nello sprinter l’impulso è prodotto dal rimbalzo del piede a terra utilizzando l’espressione “reattivo riflessa o eccentrica” della forza di cui la stiffness muscolare è la massima responsabile. Nello sprinter, la fase si recupero delle gambe (compresa fra due appoggi dello stesso piede) dura circa 4 volte di più della fase di spinta (contatto a terra del piede).

FORZA ECCENTRICO– RIFLESSA: POSIZIONE DEL PIEDE NELLA SUCCESSIVA FASE LANCIATA

È questa l’espressione fenomenologia più rapida della forza e per questo essa soltanto può consentire allo sprinter di correre velocemente, dato il brevissimo tempo di contatto cui esso dispone per  sprimerla: circa 9 centesimi di24 secondo. Tanto dura, mediamente, il tempo di appoggio del piede a terra nella corsa lanciata a massima velocità. Per forza eccentrico-riflessa (o esplosiva-elastica-riflessa) s’intende quel tipo di forza che si manifesta in conseguenza di un piegamento (momento di lavororecessivo o di contrazione eccentrica) dell’arto propulsivo ma, in questo caso, il più rapido possibile e di ampiezza assai limitata. La rapidità e la limitatezza del piegamento dell’arto, nel momento dell’appoggio a terra, sono le due condizioni essenziali perché si produca, per via riflessa un’ulteriore stimolazione nervosa che si concretizzerà nella eccitazione di una quota aggiuntiva di unità motrici, nella fase successiva di contrazione e, quindi, in un surplus di forza. La capacità reattiva è una caratteristica specifica dell’apparato motorio, che può essere sviluppata e migliorata con l’allenamento. Inoltre, la sua importanza cresce notevolmente con l’aumento della maestria sportiva.

Più esattamente: l’aumento della maestria sportiva è determinata dallo sviluppo della capacitàreattiva. La capacità reattiva è una forma particolare della funzione di lavoro   dell’apparato neuromuscolare che può essere definita: la capacità specifica di esprimere un impegno elevato di forza subito dopo un intenso stiramento meccanico dei muscoli, cioè un rapido passaggio dal lavoro muscolare eccentrico a quello concentrico nelle condizioni di sviluppo, in questo momento, di un carico dinamico (Y. Verkhoshansky). Il pre-stiramento della muscolatura, che provoca una deformazione elastica dei muscoli eccitati, garantisce l’accumulo di un determinato potenziale di tensione muscolare che all’inizio della contrazione nel movimento è trasformato in energia cinetica producendo come risultato un surplus di forza di trazione dei muscoli (cioè un fattore che aumenta l’effetto del loro lavoro). Questo surplus di forza è tanto maggiore, quanto più veloce è il passaggio dallo stiramento (ammortizzazione del piede) alla contrazione muscolare (spinta del piede).

Tiziana Bignami

Commenti? | Jun 19, 2008

I risultati del "Progetto Talento"

Posted by linfordbif in Training

Sul sito della Easyspeed2000 e´stato pubblicato un interessante articolo a proposito dell´ormai famoso " Progetto Talento". Con la autorizzazione del portavoce della Nobile societa´ Bergamasca, qual´e´Edgardo Barcella ( Alias Edgbar), abbiamo il piacere di pubblicarlo anche noi. Il link all´originale resta qs: http://www.easyspeed2000....20-%20marzo%202008.pdf

Vittori – Bonomi,Novembre 2007

Lo scopo di questo lavoro è di formulare un giudizio sui risultati metrici e cronometrici che si ottengono da un confronto delle prestazioni conseguite, nel biennio 2006/2007, dagli atleti inseriti nel Progetto FIDAL. I dati sono di provenienza FIDAL (graduatorie ufficio statistico). È da precisare che ci sono atleti, leggi ostacolisti e lanciatori, che nel passaggio d’anno cambiano categoria e conseguentemente si trovano a gareggiare con ostacoli di maggiore altezza o con un diverso peso dei loro attrezzi; di questo fattore abbiamo tenuto conto nel giudizio da noi espresso.

Dalla entità e dal numero dei cambiamenti delle prestazioni tra i due anni è possibile avanzare una valutazione verosimilmente obiettiva sulla efficacia o meno del programma.

Dal raffronto dei risultati ci siamo subito resi conto che l’iniziale idea di riunire in due sole categorie, quelli che avevano migliorato e gli altri che avevano peggiorato, era da scartare per la elevata disomogeneità presentata dai risultati.(Segue)

Commenti? | Leggi tutto | Mar 12, 2008

Allenamento per gli sprinter

Posted by andycop in Training

Un vero sito che si rispetti e che parli di atletica non può omettere di trattare i metodi di allenamento! Ecco quindi che navigando a vista su internet mi sono imbattuto in un file .pdf sul sito Fidal. In intestazione c'è scritto "L'allenamento degli sprinter junior, proposte per l'anno 2007" di Antonio Laguardia e collaboratori. Lo confesso: un piccolo sorriso mi ha increspato le labbra: Laguardia ha dei collaboratori?? Scherzi a parte, anche per chi è alle prime armi, il documento può trovare molto illuminante, più che per la filosofia intrinseca, sia per i metodi di periodizzazione, sia sulla necessità di porre degli obiettivi temporali e su quelli pianificare la stagione. Sarebbe interessare sapere quali sono stati i risultati di questa metodologia e su quali atleti è stata sperimentata. Un appunto: gli schemi che appaiono nel file, sono molto simili a quelli che mi forniva il Prof. Uguagliati quando mi allenavo a Padova negli anni '90. Ma probabilmente in fidal hanno tutti il medesimo programma software... clikkate sul titolo per accedere alla pagina con l'allegato.

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3 commenti | Feb 01, 2008

Progetto-Talento: non è tutto oro quello che luccica

Posted by andycop in Training

Era un paio di giorni che mi giravo questo documento del duo Vittori-Bonomi, riguardante un giudizio di merito sull'andamento del cosiddetto Progetto Talento. Ebbene, i risultati di questo studio (che poi fondamentalmente è consistito nel prendere la miglior prestazione tecnica degli ultimi 3 anni della 50ina di giovani atleti inseriti in questo progetto) non sono ben edificanti. Come leggerete nel vero e proprio rapporto, alla fine circa il 50% è progredito (da poco a molto) e l'altra metà o si è stabilizzatata o è addirittura peggiorata. Guardandosi meglio lo studio, si vede una cosa ancora più demoralizzante (se così possiamo dire): cioè che il settore con più è peggiorato è stata la velocità. Dei 6 atleti, 5 sono peggiorati, 1 è migliorato di poco. Mia considerazione personale: ora è necessario uno studio su un numero simile di ragazzi, delle stesse categorie e NON inseriti nel Progetto-Talento. Se questo seconfo studio portasse a risultati simili o migliori, beh...

Commenti? | Leggi tutto | Jan 15, 2008

Video esercizi in palestra

Posted by linfordbif in Training

Apriamo l´area allenamenti, inserendo 2 importanti link (trovati grazie all´importante supporto dei nostri amici del Forum) che mostrano come eseguire i piu´fondamentali ed importanti esercizi in palestra:

http://www.exrx.net/Lists/PowerExercises.html

http://www.exrx.net/Lists/Directory.html .

Commenti? | Jan 10, 2008