giocare a golf, quali sono i colpi più famosi
Golf

Giocare a golf: quali sono i colpi più famosi?

Sport di origini tanto antiche quanto misteriose, diffusosi dal Regno Unito al resto del mondo, simbolo di eleganza e correttezza, con l’avvento del professionismo e l’interesse crescente dei media, il golf ha vissuto cambiamenti epocali ed è frequentemente oggetto di elogi e critiche spesso dettati da luoghi comuni.

Il golf è in realtà uno sport che è ancora in grado di trasmettere emozioni magiche, tanto a chi lo pratica quanto a chi lo osserva, per gli scenari naturali impareggiabili, la perfezione tecnica degli attrezzi, il fascino immortale di alcuni green, le tecniche e le tattiche, siano esse appannaggio di professionisti consumati, neofiti, campioni celebrati, volenterosi dilettanti.

In Italia sono circa 400 le strutture, tra Circoli e Campi pratica, con una diffusione sempre maggiore di questo sport. Sparsi lungo la Penisola, dal Nord al Sud, i circoli di golf, vanno dalle 9 alle 18 buche, come ad esempio in Salento, l’Acaya Golf Club.

Quali sono i colpi più famosi del golf? Il drive

Andando a illustrare quali sono i colpi principali e più famosi del golf, ci sembra corretto partire dal drive, che è giustamente definito il colpo base di questo sport, il cui apprendimento non va per nulla sottovalutato, visto che finisce a torto o a ragione per divenire il cruccio di molti aspiranti giocatori.

Vi sono numerose scuole su come tenere la postura corretta, propedeutica all’effettuazione di un buon drive, tuttavia la letteratura è praticamente concorde nell’affermare quale deve essere la posizione della mazza da golf.

Bisogna infatti tenere la faccia del bastone dritta all’impatto con la pallina, preferibilmente misurando preventivamente la traiettoria che dovrebbe compiere la palla, ed eseguire lo swing disegnando un angolo di attacco leggermente ascendente.

Un attrezzo consono, un discreto allenamento (anche tecnico) e porsi obbiettivi progressivi servono a costruire le basi per un drive sempre più veloce, potente e in grado di coprire lunghe distanze senza penalizzare l’accuratezza.

Il chipping

Non c’è alcun bisogno di entrare nelle diatribe tra esperti, storici di questo sport, cronisti e praticanti per affermare correttamente che il gioco corto nel golf ha conosciuto un vero e proprio boom, e per la verità non è un fenomeno nemmeno pure troppo recente. Le ragioni a monte sono molteplici, ma tra le più salienti annoveriamo la praticità, il minor dispendio di risorse, la valorizzazione di doti come precisione e fermezza a scapito della potenza.

Non passiamo dunque non citare il chipping, che è ritenuto un colpo effettuabile sia da parte di professionisti esperti sia da giocatori dilettanti, il che ne fa un vero must di questo sport.

A differenza del pitching va effettuato quando non ci sono ostacoli a separare il giocatore dalla buca. Per eseguire un chip “chirurgico” bisogna prestare la massima attenzione all’allineamento del corpo che dovrà posizionarsi parallelamente alla linea palla – buca.

Il picthing

Il pithcing è il colpo del golf per eccellenza, volto superare uno dei tanti ostacoli che ci si può trovare ad affrontare nel green. La tipologia di campo, così come la tipologia e il numero di ostacoli, di conseguenza influirà in modo determinante sul numero di pitching che osserveremo e sulla loro redemption.

Si è molto discusso, e si continuerà a farlo, sulla misurazione dell’efficacia di un pitching. Fonte di eterno dibattito è anche se si debba dare un giusto peso all’estetica, oppure privilegiare solo l’efficacia.

Attualmente la competitività delle gare, la necessità per i giocatori di portare a casa risultati a tutti i costi, e la considerazione che buona parte del pubblico sia ormai fortemente “result oriented”, fanno propendere nettamente per la seconda opzione.

Non mancano tuttavia giocatori di primissimo livello, potenti, che dinanzi a situazioni apparentemente disperate, con una pressione indescrivibile sulle spalle, abbiano sfoderato dei pitch esteticamente memorabili.

Concludiamo questa citazione sul pitch ricordando le regole fondamentali che un giocatore deve osservare quando si trova in presenza di un ostacolo naturale, in particolare di uno specchio d’acqua: non si può, toccare né il terreno né l’acqua prima di effettuare il colpo, altrimenti si incorre in una penalità.

Ci sembra utile rammentare a tal proposito che, oltre alle sabbie, esistono due ben distinte tipologie di ostacoli d’acqua (laterali e non) ben contraddistinti, soggetti a discipline separate e identificati da opportuna segnaletica (gialla e rossa).

Attrezzatura per il golf

Precisiamo che oggi giorno un fattore chiave di successo è dotarsi di un attrezzo che sia adeguato alle proprie aspettative, ed in equilibrio con il proprio livello di esperienza e grado di destrezza. La tecnologia ha fatto passi da gigante nell’ultimo ventennio dal punto di vista degli attrezzi per il gioco (pensiamo all’evoluzione clamorosa delle racchette nel tennis, solo per fare un esempio). Il golf non fa eccezione: bastoni maneggevoli, potenti, versatili, pensati per tutte le soluzioni necessarie ad un mercato in continua evoluzione.

Il ferro (in acciaio o graffite) può essere indubbiamente la soluzione più immediata per un giocatore principiante: garantisce maggiore controllo e precisione. Il legno, magari partendo dal classico 5, è un must per le lunghe distanze. Tuttavia oggigiorno sono in circolazione anche degli ottimi ibridi, punto di incontro ideale tra ferro e legno.

Conclusione

Con l’esperienza, la maturazione e l’affinamento di buona parte dei colpi precedentemente descritti, può aumentare proporzionalmente (senza strafare) la dotazione di bastoni nella sacca del giocatore, che costituisce sempre e comunque un valore aggiunto.

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