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Il calcio ai tempi del Coronavirus

Quella del Coronavirus è una situazione veramente complicata che sta creando disagi in molte nazioni e mietendo un certo numero di vittime; dopo l’esplosione di contagi in Cina e l’arrivo nel nostro paese, ora anche altre nazioni come Germania, USA e Inghilterra stanno registrando un sempre crescente numero di casi.

L’impatto in Italia è stato notevole, vuoi perché da subito qui da noi si è dichiarato l’evoluzione dei contagi fin dal primo, al contrario di altri (es. Germania, che ha registrato un picco mai visto prima di influenza senza dichiarare fosse una cosa atipica) ma anche per il panico non necessario diffuso dai media quando ancora si avevano poche notizie, e confuse, a riguardo di ciò che stava accadendo e di come il Governo stesse cercando di arginare il problema.

A subirne le conseguenze, anche il mondo dello sport. Rugby, basket, pallavolo e altri sport hanno da subito preso la decisione di fermare le attività fino alla conclusione dell’emergenza.

Mentre il mondo del calcio è stato, come al solito, quello che ha fatto registrare il maggior numero di polemiche, vuoi anche per l’elevato coinvolgimento economico che esiste attorno al nostro sport nazionale.

Sono ormai oltre 2 settimane che assistiamo a rinvii delle partite, stadi vuoti e molte polemiche.

I primi rinvii sono arrivati nel corso della 25ma giornata di Serie A con 5 partite, la UEFA ha fatto giocare la partita di Europa League dell’Inter contro il Ludogorets a porte chiuse, alla 26ma giornata di A ne sono state rinviate ben 6, quindi il 60% delle partite in programma con decisione presa nel pomeriggio di Sabato dopo che la Lazio aveva già giocato con il Bologna in casa.

Notizia di ieri sera, riportata da una pagina Facebook di un sito di esperti di fantacalcio, è arrivata la notizia ufficiale che anche la partita di ritorno delle semifinali tra Juventus e Milan è stata rinviata a data da destinarsi per decisione della Regione Piemonte su indicazione del governo. Dovrebbe giocarsi invece l’altra partita, Napoli – Inter, poiché in programma allo Stadio San Paolo di Napoli.

Anche il mondo del fantacalcio, attorno al quale gira comunque un discreto quantitativo di denaro e interessi indissolubilmente legati al mondo del pallone ne sta risentendo.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, si tratta di un gioco in cui ogni giocatore, chiamato fantallenatore, compra i propri giocatori ad inizio stagione e li schiera in campo settimana dopo settimana per vincere il campionato della propria Lega.

Solitamente si versa una quota compresa tra 20 e 50 euro ad inizio stagione e, alla fine, si possono arrivare a vincere premi in denaro anche per oltre 1.000 euro.

Quindi è facile capire come anche questo gioco venga fortemente influenzato dalle non adeguate decisioni del Governo e della Lega calcio che si stanno dimostrando totalmente incapaci di gestire questa situazioni in maniera logica, razionale e cercando di non favorire e/o sfavorire nessuno dato che il calcio è uno dei motori dell’economia italiana.

In una situazione di emergenza come questa, certe decisioni non possono essere prese il giorno prima oppure rilasciare comunicati stampa che ogni giorno contraddicono il precedente.

Ovviamente non stiamo dicendo che gli interessi del calcio debbano venire prima di quelli della salute pubblica, non siamo dei folli. Quello che si chiede, da tutti gli addetti ai lavori, è gestire la faccenda, per quanto complessa, in maniera appropriata evitando di fare figure barbine come quella della scorsa giornata di Serie A.

In tutto ciò, ci auguriamo che questa emergenza possa rientrare nel minor tempo possibile, anche grazie all’eccezionale lavoro svolto da medici e biologi impegnati a combattere la diffusione del virus, curare coloro che lo hanno contratto e trovare una cura che possa risultare efficace dimostrando ancora una volta che l’ambito scientifico è sempre una delle eccellenze di questo Paese.