lavoro e fitness un equilibrio necessario

Lavoro e fitness, un equilibrio necessario

I monitoraggi che annualmente fotografano lo stato di salute della popolazione italiana restituiscono, con rare e apprezzate eccezioni, numeri tendenzialmente sconfortanti: l’inattività fisica è una costante nella giornata della maggior parte delle persone. Nonostante il fatto che per un adulto in forma sarebbe consigliata una media settimanale di 150/300 minuti di attività fisica, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per moltissime persone raggiungere tali numeri si rivela essere quasi un’utopia. Il responsabile principale, come spesso accade, è indicato nel lavoro: le sue caratteristiche, per tanti, si rivelano infatti incompatibili con il dedicarsi ad attività sportive di varia natura, determinando quindi che queste ultime vengano sacrificate nell’economia delle necessità quotidiane. Il perseguimento del benessere fisico, tuttavia, è troppo importante per poterlo liquidare come un impegno sacrificabile: in molti casi basterebbe cercare un equilibrio diverso per rendersi conto di come l’attività fisica potrebbe tranquillamente coesistere con il lavoro.

come il lavoro e il fitness devono coesistere

Una coesistenza che, in effetti, ben potrebbe partire proprio dall’inizio della giornata lavorativa, nella scelta sul come recarsi presso il luogo di lavoro. Piuttosto che raggiungerlo in macchina, per esempio, una buona scelta potrebbe essere preferire il spostarsi in bici: soprattutto nelle città, approfittando delle piste ciclabili, la bicicletta potrebbe rappresentare una valida alternativa, fornendo un ottimo pretesto per fare attività fisica e allo stesso tempo recarsi al lavoro. Naturalmente si tratta di una possibilità concretamente perseguibile in particolare nei centri abitati: percorrere lunghe distanze, per esempio, renderebbe verosimilmente indispensabile doversi fare una doccia una volta raggiunto il luogo di lavoro, una necessità alla quale potrebbe non essere semplice adempiere. Alternativa potrebbe essere rappresentata dai mezzi pubblici, tramite i quali coprire le distanze più considerevoli per poi spostarsi a piedi: anche in questo caso si farebbe del moto e, non meno importante, si ridurrebbe il proprio impatto sull’ambiente.

Grosso problema nella maggior parte dei lavori, in special modo quelli in ufficio ma anche quando si lavora in smart working, è poi costituito dalla sedentarietà. Passare lunghe ore di fronte a un monitor rappresenta un rischio per la salute, e ovviamente sottrae tempo ad attività fisiche. La sedentarietà, inoltre, non è un rischio solo per chi lavora col computer. Anche chi ne fa ampio utilizzo per attività a metà strada tra l’impegnativo e il ricreativo sa che assume primaria importanza la capacità di organizzare delle pause che vadano a compensare i momenti di immobilità: tra i tanti esempi si può pensare a chi pratica poker online, ma anche a qualsiasi approccio impegnativo a diversi eSport. Concedersi piccole pause di stretching, con esercizi dedicati a schiena e articolazioni, è indicato tanto per interrompere l’inattività quanto per sollecitare, con un minimo di attività fisica, le aree maggiormente interessate dall’immobilità.

nuoto fa bene alla salute

L’organizzazione, in questo come in altri scenari, assume un ruolo fondamentale per far coesistere lavoro e benessere fisico. In questo senso un’ottima scelta potrebbe essere quella di dedicarsi a sport da svolgere in una struttura, supervisionati da professionisti e organizzatori, e che siano in grado di impiegare tutto l’organismo. Si può pensare alla palestra oppure al nuoto, attività fisiche complete alle quali, riservando loro anche solo un’ora in giornate specifiche, ci si potrebbe dedicare senza avere ripercussioni nell’organizzazione degli impegni lavorativi.

L’idea stessa di equilibrio tra lavoro e fitness, in ogni caso, richiama l’aspetto più importante tra le due necessità: la coesistenza. Se in un modo o nell’altro anche andare a lavoro in bici o concedersi delle pause di stretching presuppongono la coesistenza tra attività fisica e lavorativa, nulla vieta di cercare soluzioni in grado di valorizzare ancora di più la compresenza tra le due. Si può pensare, per esempio, di coinvolgere il gruppo di colleghi in attività sportive, a partire dal classico calcetto per arrivare fino al tennis o al padel: tra gli altri aspetti positivi, rappresenta anche un buon modo di curare i rapporti interpersonali. Molte realtà aziendali, consapevoli di questo, predispongono o facilitano per i loro dipendenti attività extra lavorative tra le quali anche sportive: sebbene puramente facoltative, la partecipazione a queste attività potrebbe rappresentare un’altra soluzione per unire lavoro e sport, mantenendole fra loro in un equilibrio il cui raggiungimento è sempre più fondamentale.

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