Sport e crescita: come aiutare i ragazzi
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Sport e crescita: come aiutare i ragazzi

Quando si parla di nuove generazioni si è spesso portati a fare previsioni catastrofiche sul loro futuro e quello del mondo. Oltre le analisi dei problemi e le congetture su ciò che sarà è fondamentale fare qualcosa.

E lo sport è una delle dimensioni che meglio aiuta la crescita di bambini e ragazzi. Quello tra sport e crescita è un binomio con interessanti vantaggi e opportunità, che vanno compresi, colti e messi in pratica.

Scopriamo quali sono e come fare per aiutare i ragazzi a crescere in maniera sana.

Perché lo sport è così importante nella crescita

I benefici dell’attività fisica, come ampiamente documentato su www.sportboom.it, sono enormi, sin da quando si è bambini. Lo sviluppo muscolare, infatti, non è fine a sé stesso, ma aiuta i ragazzi nella crescita in quanto gli consente di acquisire l’equilibrio, assumere una postura corretta, migliorare la circolazione e la respirazione, scaricare lo stress e, quindi, di avere notevoli vantaggi. Vantaggi che non sono solamente di natura atletica e fisica, ma anche psicologica.

Quale sport praticare

Più che concentrarsi su quale sport far praticare ai propri figli è fondamentale riscoprire l’utilità di fare attività fisica. Lo sport finalizzato solamente alla competizione e al raggiungimento di risultati non aiuta i ragazzi, ma li consegna in pasto a tutte quelle dinamiche che troppo spesso rovinano lo sport, non solo quello giovanile. Sia che si tratti di attività di squadra che singole, lo sport ha una vocazione educativa, ovvero che insegna qualcosa a chi lo pratica. Se il fine è solamente quello di raggiungere un obiettivo, va da sé che qualsiasi mezzo diventa lecito. L’educazione, invece, deve mirare a indicare cos’è bene e cosa è male, a indicare e far apprezzare dei valori.

Le fasi della crescita

Nel ruolo giocato dallo sport nella crescita dei ragazzi vanno considerate anche le differenze anagrafiche. Un bambino piccolo, almeno fino a dieci anni, vuole fare sport perché ama giocare e divertirsi. Magari anche stando insieme ai suoi amici. Solo crescendo, tra gli undici e i quattordici anni, il ragazzo sviluppa quelle capacità di comprensione delle regole del gioco e dei suoi meccanismi. Anche per questo è sbagliato pretendere di insegnare regole tattiche sin dalla più tenera età. È una forzatura che non aiuta.

Sport e crescita: le criticità dell’adolescenza

Uno dei problemi che maggiormente pesano sulla crescita dei ragazzi è quello che abbandonano lo sport che avevano iniziato con tanto entusiasmo. Questo avviene generalmente nel periodo dell’adolescenza, una delle fasi più delicate della crescita. Durante l’adolescenza si scatenano una serie di fattori che portano il ragazzo a preferire di rinunciare allo sport. L’introduzione di nuovi impegni, le esigenze scolastiche sempre più pressanti e un’inevitabile sfiducia verso le proprie abilità sono ingredienti micidiali per un cocktail al sapore di sconfitta. Se poi si aggiunge che ai ragazzi dai quattordici anni in su si pretende che siano dei nuovi fenomeni dello sport (magari per puntare alle prime pagine dei giornali o agli stipendi degli atleti di alcune discipline) ecco che il disastro è spiegato.

Cosa si può fare?

Ciò che la scuola, ma soprattutto la famiglia, deve continuare a fare è perseverare. Correggendo i comportamenti non corretti e supportando la vita sportiva dei propri figli. Ciò che è fondamentale è che il bambino prima e il ragazzo poi mantenga lo spirito ludico e di divertimento. Solo così lo sport può aiutare la crescita, incidendo positivamente contro gli stili di vita sedentari, contro lo stress e i problemi legati alla crescita. Perché che questa abbia delle insidie è inevitabile. Il punto è trovare strategie per non soccombere. E la disciplina sportiva è una delle migliori per raggiungere questo obiettivo.

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